Tribalico

Nasce nel 1997 come laboratorio teatrale all’interno dell’associazione AU.DI.DO. La ricerca che caratterizza Tribalico è l’improvvisazione totale: un addestramento del corpo-voce aperto alla sinergia delle arti. Danza, musica, oralità, canto, poesia e narrazione contribuiscono a mettere in luce l’idea espressiva che sta alla base di ogni spettacolo. L’azione non è mai separata dalla voce. Il gesto, un tutt’uno con la declamazione, permette di comprendere le parole la cui ridondanza produce nuove stratificazioni di senso.

Ricardo

di Salvatore Smedile
con Stefania Callegari , Marco Crepaldi, Erika Di Crescenzo, Giulia Gallo,
Lorenzo Gai, Sannio Giordano, Carlo Nigra, Giulio Paniuzza, Wabria Terlizzi
regia di Alberto Valente
musiche originali di Gianni Denitto
costumi Tribalico
foto di scena Chiara Ceolin
Tribalico

Terzo e ultimo spettacolo della “Trilogia dell’eroe”, Ricardo è una libera rivisitazione dell’universo shakespeariano. In un ipotetico e atemporale Medioevo, il protagonista Ricardo si insedia in un regno dominato da una giungla di rimandi psicologici tesi al machiavellismo fine a se stesso. Nelle stanze fisiche e mentali del castello di Bradley la corte è la scacchiera su cui si muovono i personaggi la cui azione determina una catena di conseguenze per tutti. Presto gli eventi favorevoli che lo hanno portato al trono vengono meno e Ricardo inizia a sentire dentro di sé voci con cui inizia a dialogare. Sono i prodromi della pazzia da cui cerca di difendersi, tentando di dominare l’inutile autorità delle sue parole. Quando i suoi doppi prendono il sopravvento, ordina alle guardie di imprigionarli senza rendersi conto che è lui stesso ad essere rinchiuso.
Nello spettacolo le voci dei personaggi e dei loro doppi si sovrappongono e si intersecano per costruire una storia dove il senso è effimero e nello stesso tempo fisicamente presente. La lingua è un italiano aulico con qualche cenno di inglese. L’oracolo costituisce un commento neutro delle azioni. La colonna sonora, rinascimentale, armoniosa e postminimalista, incatena gli episodi e seduce con un leitmotiv sempre uguale e sempre diverso. La base elettronica non disdegna l’incontro con equilibri classici di un tempo che fu e che è ancora.

RICARDO
Tribalico
a photogallery[+] [foto di Alessandro Baro + Arianna Merlo]
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