IL PAESE DEGLI UNI

Il teatro danza si nutre di coreografie ed azioni, è meno etereo della danza ma ad alto livello ugualmente onirico, pur ancorandosi alla realtà, come spesso fa la prosa. Ed è un lavoro squisito Il paese degli Uni di Grimaco Movimenti Umani, per la grazia ed il fascino dei quadri corporei, scevri di voli pindarici, ma che raccontano frammenti di una storia normale in modo inusuale, facendo cioè parlare la fisicità. Grimaco è un gruppo giovane che ha partecipato all’ultima edizione della rassegna-concorso per compagnie under 30 Rigenerazione, curata dal Sistema Teatro Torino. Rispetto allo studio proposto a Rigenerazione, in questa pièce, al debutto assoluto nella stagione Marginalia 2009 XII Edizione presso il teatro Espace, Grimaco si concentra sull’agito relegando la parola ad un ruolo di puro e minimale contorno. Ne deriva quindi un’opera di teatro-danza veloce, intrigante, divertente, ludica. Tre figure appaiate, vivono il tempo veloce dell’oggi ciascuno per sé e poi incontrandosi, scambiando attimi di relazioni fugaci. Così c’è chi la mattina si agghinda e si sveste fino a quando trova la giusta combinazione d’abiti, chi dorme, sbadiglia e si stira, e poi dorme, sbadiglia e si stira, e poi ancora all’infinito, chi si dedica allo yoga; più tardi, tutti sono scaraventati tumultuosamente fuori dal proprio guscio, e allora sono ovviamente vessati dal traffico e dai problemi di parcheggio. Come trovare un posto nelle strade intasate al nostro mezzo di trasporto, come sistemare i nostri tricicli? Folgorante la scena delle liti tra triciclisti, tra bulli feroci muniti di triciclo super, prepotenti e volgari. Tornando a casa c’è il conforto della televisione, messa alla berlina in un godibile ed ammiccante quadro. Non c’è nessuna linearità in questo ammasso di vicende simpaticamente confuse, ma si resta inchiodati a guardare e a sorridere. Il paese degli Uni è firmato da Elena Pisu, che lo interpreta insieme a Veronica Forioso e Paolo La Torre; le luci sono di Andrea Sangiorgi, le musiche dal vivo di Sient Mamò.

Maura Sesia

 

 

 

 

 

 

 

 

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