
INOX e il rapporto tra i due sessi
Un compito delicato, affrontato e portato a termine con intelligenza e ironia, levità, sagacia, divertimento; spiegando e raccontando, giocando e parafrasando, senza buonismi e senza melliflui accomodamenti ma con il garbo e il rispetto che si deve a una platea di bambini e preadolescenti. Che di domande ne fanno e se ne fanno su questo strano mondo adulto in cui femmine e maschi hanno gli stessi diritti, ma a guardar bene qualcosa non torna: come il termine “casalinga” ad esempio, sostantivo che sul nostro vocabolario non prevede il genere maschile. Ruota intorno a questa dicotomia, e alle difficoltà, i desideri, i conflitti che segnano il rapporto tra i due sessi, “Inox”, lo spettacolo di Onda Teatro andato in scena nell’ambito della stagione della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani.
Lo hanno scritto a sei mani le due trascinanti interpreti, Francesca Guglielmino e Silvia Elena Montagnini, e il regista Bobo Nigrone, confezionando un lavoro compatto e originale, con soluzioni sceniche semplici ed efficaci e un ritmo complessivo che cattura l’attenzione senza marcare cedimenti.
Si parte da Adamo ed Eva, si passa all’uomo primitivo, si transita dalle Amazzoni, a Giovanna D’Arco, alle streghe; si racconta di uomini occupati a far guerre e donne che aspettano; e che mentre aspettano allevano figli, li nutrono,li vestono, si prendono cura della casa e della famiglia. Gli Anni Cinquanta giungono a far da spartiacque: se gli elettrodomestici liberano il genere femminile da una serie di faticosi lavori domestici donando maggior tempo libero, quello stesso tempo viene convertito ben presto in nuovo lavoro, questa volta fuori casa. La casalinga diventa lavoratrice, continuando tuttavia a svolgere in famiglia le medesime mansioni. Sulla scena tante pentole in acciaio inox e, regina tra esse, la pentola a pressione. Le due attrici inventano in continuazione nuovi scenari, reinventandosi a loro volta con elastica varietà di registri, mimica accattivante, gestualità appropriata. Si ride, si sorride, si riflette. E infine si prova ad immaginare un futuro in cui i sogni e i desideri degli uomini e delle donne siano parimenti sogni e desideri. Senza distinzioni di genere.
Monica Bonetto