L’affabulatore Gipo si cimenta con Pirandello

E’ un grande affabulatore Gipo Farassino. Smessi i panni di chansonnier e calato in quelli di attore, il cantautore torinese venerdì 23 luglio è stato ospite della quarta edizione del “Festival nazionale di Luigi Pirandello” con “Taccuino di Coazze”, uno spettacolo prodotto da Linguadoc con la regia di Giulio Graglia che della manifestazione è anche direttore artistico.
Una messa in scena semplice e itinerante che ha visto come suggestiva cornice Villa Tosco (già Villa Luigi Prever) di Coazze, una splendida residenza datata 1894 che per l’occasione ha aperto le porte del suo giardino inondato da ortensie dalle mille sfumature, trasformandolo in un palcoscenico a cielo aperto.
“Taccuino di Coazze” ha racchiuso proiezioni, musica e parole. Infatti, la lettura di Gipo è stata accompagnata oltre che da un tappeto musicale (eseguito dal vivo dal maestro Diego Mingolla al piano e dalla russa Anna Paraschiv al violino), dallo scorrere di immagini che hanno proiettato volti e sguardi dei coazzesi fermati in scatti d’epoca.
Protagonista assoluta della pièce la cittadina della Valsangone che ospitò Luigi Pirandello nel 1901 per una vacanza. Un soggiorno che colpì profondamente lo scrittore siciliano tanto che la frase “Ognuno a suo modo” posta sul campanile della chiesa, gli ispirò “Ciascuno a suo modo”, una delle sue più famose opere.
Lo spettacolo ha tratto nutrimento proprio dalla serie di taccuini che Pirandello riempì a Coazze, zeppi di appunti non solo sulla cittadina e sui luoghi circostanti, ma su tutti i suoi abitanti.
Gipo ha cominciato snocciolando un elenco di cose che lo scrittore aveva abbozzato, così anche solo un insieme di parole all’apparenza banali, si è trasformato in poesia. Si è passati poi a una lettera di ringraziamento che Pirandello indirizzò a chi lo aveva ospitato, datata Roma 22 dicembre 1901.
Cuore dello spettacolo è stata la descrizione delle persone che lo scrittore incontrò nel suo soggiorno coazzese, a partire dal generale e da sua moglie; passando poi al medico e al farmacista, acerrimi rivali; per arrivare al marchese e alla sua amante che diventerà legittima moglie.
Quasi un acquarello la raffigurazione di Prever, tratteggiato come "alto, aitante, milionario e ricercatore della compagnia di gente semplice", mentre una delle parti più divertenti è stata quando Gipo ha recitato i modi di dire locali che certamente non potevano sfuggire al sagace scrittore. Insomma i taccuini di Pirandello si sono rivelati ricchi di slanci poetici nel fotografare certi particolari.
La serata è stata dominata da un forte vento che ha mosso le foglie degli alberi del giardino regalando un suggestivo e inaspettato accompagnamento che ha perfettamente dialogato con le esecuzioni musicali di Mingolla e Paraschiv.
Grandi meritati applausi per Farassino che, ancora una volta, si è dimostrato carismatico e capace di catalizzare l’attenzione degli spettatori.

Franca Cassine

          

 

 

 

 

 

 

 


Condividi