
CONCERO SENZA TITOLO
Come Ermete psicopompo, traghettatore di anime, così Antonella Ruggiero. Troneggia in scena dalla cima di un abito smisurato, plumbeo; anche il trucco è carico e cupo. Ruggiero si esprime comme d’habitude attraverso il canto, ma è normale, nell’originalità del contesto, che non comunichi semplicemente parlando, bensì intonando una partitura di canzoni altrui, il cui fil rouge è il trapasso. Così Ruggiero è angelo della morte che plana sulla scenografia video di ConiglioViola, per la prima assoluta di Concerto senza titolo al festival Prospettiva09, in collaborazione con Club to Club e Contemporary Art. Concerto, cortometraggio, performance, l’esibizione è un ircocervo di generi dove pare che nessuno prevalga; è forte la sensazione che gli artisti contemporanei, quali ad esempio Brice Coniglio, fondatore di ConiglioViola, qui regista, rifiutando di essere irregimentati in un percorso dato, si sbizzarrino a scompaginare gli ambiti, rendendo adattabili i propri prodotti a svariati contenitori. Non c’è un’esclusiva teatrale. Così Concerto senza titolo, dove la cantante Antonella Ruggiero interpreta a suo modo (ma indossando un costume che la estrania da sé e ne fa anche un attrice) brani altrui, come La sedia di Lillà di Alberto Fortis o Il carrozzone di Renato Zero, appare una messinscena con più chiavi di lettura, capace di irretire pubblici diversi e di essere allestita sì in teatro, ma anche in discoteca, in una sala cinematografica, in un salone polifunzionale e, perché no, in un capannone industriale. L’appassionato di video musicali trova soddisfazione nella tessitura di immagini semoventi, in bianco e nero e ammiccanti al passato, con corpi nudi ed occhiaie profonde; l’estimatore di Ruggiero si incanta nell’ascoltare la sua voce suadente e lo spettatore teatrale più esigente gradisce le presenze vive del danzatore Raffaele Irace e della musicista classica Vanessa Castellano.
Maura Sesia