
L'ALTRO IO A CAOS
“L’altro io” è un progetto di ricerca e produzione dedicato ai linguaggi della danza contemporanea che Stalker Teatro ha promosso all’interno della propria stagione alle Officine Caos.
Un progetto svolto lungo tre settimane che prevedeva un work shop aperto alle persone interessate condotto dalla coreografa torinese Doriana Crema con la creazione di una performance finale, e la partecipazione all’allestimento di altre due performance firmate rispettivamente da Erika Di Crescenzo e da Alessandra Lai e Tony D’Agruma.
Al pubblico per sei sere è stata proposta l’azione nata dal work shop di Doriana Crema, “L’altro io”, seguita per le prime tre sere da “Studio per la santità” di Erika Di Crescenzo e per le tre sere successive da “Carboneras” del duo Lai-D’Agruma.
Ciò che abbiamo visto venerdì 19 febbraio contemplava la seconda combinazione di performance, due lavori molto diversi tra loro, con spunti, poetiche e soluzioni sceniche quasi opposte.
“L’altro io” è un inno alla semplicità e all’emozione pura, un limpido esempio di come la danza contemporanea possa essere al tempo stesso evocativa ed essenziale, agita a partire da un’idea precisa, affidata a pochi segni incisivi attorno ai quali si sviluppa il racconto, cresce l’azione, si costruisce uno scambio emotivo diretto con il pubblico.
Claudia Andragna, Vania Catalin, Carola Iannuzzi, Silvia Mercuriati, Elena Origlia, Giselda Ranieri, Petros Sacchetti, Marialuisa Usai e Chiara Zamuner danno vita a una narrazione cui non servono parole, nella quale non solo il movimento dei corpi ma anche l’individualità e la sensibilità di ciascun danzatore è parte significante,irrinunciabile della creazione.
Al centro della scena un tubo arancione con cui mettersi in relazione, indagandone peculiarità, inclinazioni, potenzialità; un percorso del corpo e dell’anima per scoprire cosa può accadere se ci si apre all’ascolto dell’altro da sé, accettando le trasformazioni che comporta, vivendole come preziose, imperdibili opportunità.
Alessandro Lai e Toni D’Agruma, nel presentare il loro “Carboneras”, hanno scelto invece uno stile più didascalico, nel quale l’uso del corpo , della voce e di proiezioni video concorrono a narrare una storia che nasce da spunti autobiografici. L’impasto dei linguaggi è tuttavia poco riuscito, lo spettacolo ancora poco risolto, la pretesa semplicità dell’azione sconfina a volte nella banalità e nello stereotipo che sprazzi d’ironia non bastano a giustificare. Partecipano, confinate in azioni di raccordo, Claudia Andragna, Sara Galante, Sara Ghirlanda, Giselda Ranieri, Clelia Riva, Elisa Belella.
Monica Bonetto