MUSICA DAL VIVO E PAROLA RECITATA: Una corrente di ali

In un momento di crisi si sente l’esigenza di fare tabula rasa e ripartire dai fondamenti. Così Assemblea Teatro, che spesso ha manifestato sintomi di preveggenza creativa, ha lanciato da qualche tempo il modello di pièce, strutturalmente basilare, che sposa la musica dal vivo alla parola recitata. Niente di più elementare, in apparenza. Potrebbero sembrare recital, ma di questi, gli ultimi lavori del gruppo capitanato da Renzo Sicco, non hanno lo squilibrio di un parlato preminente. Potrebbero parere concerti, ma non sono, perché si tratta di band giovani, perlopiù prive di un proprio repertorio. Sono invece due tasselli di un mosaico che combaciano e si bilanciano, al servizio l’uno dell’altro.

La musica smorza il peso e la tensione di una parola importante, mentre la parola, prettamente teatrale perché recitata da un’attrice, qui Gisella Bein, che conosce le regole del bel dire (a partire dalla tanto vituperata dizione), pur pregnante, difficile ed elegante, arriva, si fa ascoltare ed apprezzare, complice la morbidezza del tessuto sonoro. Su questa alchimia si fonda Una corrente di ali, allestimento con cui si è aperta la stagione di Assemblea Teatro, di fronte alla platea colma del Teatro Agnelli. Un lavoro frutto della collaborazione tra l’ensemble musicale Progetto Khorakhané ed Assemblea Teatro, su melodie di De André, Bentivoglio, Piovani, Dylan, Cohen e testi di Fabrizio de André, Gabriele Romagnoli, Edgar Lee Masters. Le poesie dell’Antologia di Spoon River rimandano a chi le fece scoprire all’Italia, la traduttrice e scrittrice Nanda Pivano, recentemente scomparsa.

A lei sono dedicate le tre repliche di Una corrente di ali: a ciascuna serata partecipa un ospite diverso che chiacchiera in libertà della sua amica Nanda. Il primo è stato il fotografo Guido Harari, autore del libro di immagini The beat goes on sulla vita di Nanda Pivano, immortalata con tanti straordinari scrittori ed artisti non solo della beat generation. Dopo la testimonianza di Guido Harari, affettuosa ed informale, Una corrente di ali ha preso corpo. Un’operazione, proprio perché onesta nella sua semplicità, seducente, quindi più incisiva. Quasi uno scoglio per arginare gli assalti al settore culturale. Idee come questa rappresentano una risposta che il mondo dello spettacolo offre ai suoi detrattori. Incarnano la resistenza, inscalfibile, del teatro.

Maura Sesia

 

 

 

 

 

 

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