L'ALBA DEL NARRARE
È estremamente difficile spiegare il semplice. L’alba del narrare anzitutto non è. O meglio è qualcosa che rifiuta le sovrastrutture, le etichette, le catalogazioni. Non è una rassegna, non è un festival, o almeno non sfoggia la lucida patina di quei contenitori. È un cartellone di incontri teatrali. Tre serate, cinque titoli, un tema, un modo di vedere il teatro che gli restituisce il senso originario: di accadimento, festa, oralità, memoria, comunità che si rispecchia nella propria immaginazione.  Dando corpo ad una bella definizione elaborata da Gian Renzo Morteo, per cui il teatro è recupero del passato, messa in discussione del presente, progettazione del futuro. Rendez-vous dal 6 all’11 aprile, alla Cavallerizza Reale ma anche nella Cappella Centrale dell’ex carcere Le Nuove. Da qui non a caso si parte perché il tema di questa terza edizione è la Passione e la cappella della vecchia prigione è perfetta cornice per La passione secondo i nemici di Luca Doninelli con il Teatro di Dioniso; saranno Pilato, Erode, Caifa a svelare le ultime ore di Cristo, manifestando però, inconsciamente, la fragilità dei rispettivi punti di vista; la regia è di Valter Malosti, da poco insignito del Premio Ubu. Doppi spettacoli sia sabato 10 sia domenica 11 aprile nella manica corta della Cavallerizza, con vere chicche. Sabato alle 20.30 si esibisce la compagnia Peghinelli-Cristofari, un gruppo storico itinerante, tra gli ultimi a girare l’Italia fino agli inizi degli anni sessanta (come i Carrara o i Rame); presentano La Passione di Cristo, pièce che concludeva la loro permanenza in un paese, con cui si congedavano ringraziando per l’ospitalità: l’allestimento è incarnato da attori ottuagenari, dopo quasi mezzo secolo di inattività; suggella la serata Dialogo tra Gesù Nazareno e Pinocchio incarcerati con i burattini di Gigio Brunello e Gyula Molnar, che rappresentano una realtà di teatro di figura tra le migliori in Italia. Domenica alle 20.30 sarà Diego Novelli, già sindaco di Torino, a parlare di Amor di patria e La via Crucis di Gianduja (1864), in cui si rievoca l’opera del caricaturista Silla, disegnata in occasione dei tragici moti in piazza San Carlo per il trasferimento della capitale da Torino a Firenze: fu la prima strage di stato. L’alba del narrare si conclude guardando avanti, con uno dei più sorprendenti drammaturghi odierni: Luca Scarlini dà vita alla conferenza-spettacolo La Passione a Treblinka, una virata laicaincentrata su Vasilij Grossman. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. L’alba del narrare è a cura di Alfonso Cipolla e Giovanni Moretti dell’Istituto per i Beni Marionettistici ed il Teatro Popolare, è sostenuta da Regione Piemonte, Città di Grugliasco, Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte e Sistema Teatro Torino. Il programma in dettaglio è su www.istitutoteatropopolare.com

Maura Sesia

 

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