
Ha tante sfaccettature Tripodi. 3 punti tra cielo e terra che Stalker Teatro ha presentato ora presso le Officine Caos, dopo versioni en plein air all’estero ed in altre sedi italiane. Si adatta agli ambienti perché è uno spettacolo sugli spazi, con pochissime parole poetiche lette al microfono da Adriana Rinaldi. Tripodi si adegua ai luoghi ed alle persone, perché cambia anche il cast, che si ingrossa o rimpicciolisce a seconda delle situazioni. Questa edizione, in due settimane di repliche, ha raccolto, nella prima fase, l’adesione di alcuni partecipanti al laboratorio propedeutico, che si sono poi mescolati in scena ai performer ed alla brava danzatrice Gabriella Maiorino. Punto fermo il trio di ottimi musicisti, Danilo Pala al sax, Paolo Ballestrero alla chitarra, Paolo Franciscone alla batteria, provenienti dal Centro Jazz di Torino, intenti a suonare brani propri e talvolta ad improvvisare sulle azioni. Protagonisti dell’allestimento sono soprattutto rami d’alberi potati, trasformati in strutture capaci di reggersi autonomamente su tre appoggi. Fondamentali inoltre, nel concorrere a creare suggestioni, le luci, disegnate, come il resto, dal regista Gabriele Boccacini. I rami spostati dagli interpreti formano via via diversi percorsi, foreste, gabbie, sono strumenti di protezione o di offesa, fonte di gioco, di relazione con il pubblico, di scambi sensoriali. Come spesso accade nei lavori di Stalker Teatro, prioritaria è la partecipazione, la condivisione di un’esperienza, che astragga dal quotidiano e conduca in un mondo altro, semplice, primitivo, dove l’intesa è sancita da uno sguardo, dove l’azione rimanda ad altri, tanti significati. Performance che si nutrono di danza, di suono, di azioni collettive, quadri viventi di luce e umanità, all’insegna di un’arte che si faccia di tutti, che diventi patrimonio ed espressione di ogni fascia sociale. Preservando la sua alterità estetica.
Maura Sesia
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