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su MARGINALIA
INTERVISTA A ULLA ALASJÄRVI

Si chiude, o quasi, con Porte Aperte. La stagione Marginalia XII del Teatro Espace è prossima al commiato e lo fa con un appuntamento inconsueto: Porte Aperte: Versi in scena III edizione programmato il 1 maggio. A partire delle 19 si terrà una sorta di notte bianca, ravvivata da poesie e racconti di scrittori spontanei, locali e internazionali. E’ ancora possibile partecipare (informazioni su www.salaespace.it). Deus, anzi dea ex machina, è la Compagnia Sperimentale Drammatica del regista Beppe Bergamasco e dell’attrice ULLA ALASJÄRVI, che è poi la vera responsabile di questa iniziativa.

Quanti testi sono arrivati finora?
“Circa una decina; mi piacciono molto, li definirei auto indagativi; rispetto alle precedenti edizioni si è abbassata la media d’età, adesso hanno trent’anni, mentre prima si presentavano perlopiù quarantenni”.

Lei seleziona le proposte? E come le è venuta questa idea?
“Assolutamente non scelgo, non per nulla si chiama Porte Aperte; chi lo desidera legge il proprio scritto e chi gradisce lo affida alla voce di un attore; ci saremo io e Orazio Zacco eventuali interpreti. Il progetto è nato perché, essendo anche drammaturga, da sempre mi interessa la scrittura”.

Alcuni elaborati arrivano da lontano, ma gli autori devono essere presenti?
“No, possono anche solo spedire. Sono stata alle Giornate Teatrali di Cartagine dove ho conosciuto artisti di Dubai, dello Yemen, del Burkina Faso, che mi hanno inviato qualche testimonianza”.

Porte Aperte ha successo?
“Sì, infatti, per la stagione 2010/2011 sarebbero in cantiere i Lunedì Diversi – Porte aperte agli autori, un appuntamento settimanale per leggere, ascoltare, analizzare e discutere le opere degli scrittori spontanei”.

A proposito della sua passione per la scrittura, lei ha pubblicato un libro, La signora del nord si arrabbiò con la casa editrice Félix Fénéon Libri d’Arte. Vuole parlarne?
“Ho tradotto e commentato parte di un poema epico finlandese, il Kalevala, che ha 2500 anni. Alla sua base c’è il protokalevala, una raccolta di canti inerenti alla tradizione orale diffusa da narratori itineranti detti runoi. Alcune vicende sono estremamente fascinose, come quella di Marietta, ingravidata dopo aver inghiottito una bacca nel bosco: quando torna a casa il padre la caccia e la fanciulla si rifugia nella natura; al momento di partorire raccoglie intorno a sé gli animali perché la scaldino con il loro fiato e viene alla luce Gesù. Il Kalevala parla di divinità nordiche che non usano mai le armi, spostano gli oggetti con la forza della voce, lottano tra loro per conquistare la figlia della Signora del Nord”.

Perché si è imbarcata in questa avventura?
“Perché penso che, nonostante sia in Europa, si sappia poco della Finlandia; descrivo anche la sua storia: noi veniamo dall’Ucraina, nella lingua ci sono parole di origine turca. Il Kalevala ha ispirato anche grandi artisti, come il compositore Jean Sibelius”.

Marginalia XII doveva finire il 1 maggio, però è stata inserita una coda, diciamo onirica: dal 27 al 29 maggio la Compagnia Sperimentale Drammatica riprende Ancora Sogni. È alla terza stagione di repliche, vuole spiegarne il successo?
“È uno spettacolo al buio, pensato per i non vedenti. Gli spettatori sono bendati. E sono entusiasti. Il 15 maggio lo presentiamo a Chieri, l’anno scorso abbiamo partecipato alla Notte Bianca di Varese ed hanno dovuto mandare via la gente, lo abbiamo ripetuto tre volte, siamo rimasti in scena dalle 20 all’1”.

Perché?
“La gente adesso desidera questi vissuti, il lavoro mette in moto varie percezioni meno scontate”.
Piace anche ai non vedenti?
“Sì, si sentono alla pari con gli altri, e noi vediamo in realtà meno dei ciechi. Nello spazio scenico si irradia una serena accettazione delle nostre differenze”.

Quali sono i commenti del pubblico?
“Molti affermano che durante lo spettacolo dimenticano la presenza di altri spettatori, è come se fosse fatto solo per ciascuno di loro. Alla fine, quando diciamo di togliere la benda, parecchi scuotono la testa chiedendoci di continuare. Le persone adesso hanno bisogno di tornare in piazza, a comunicare davvero”.

Un’anticipazione sul cartellone 2010/2011?
“Debutterà a novembre 2010 la nuova produzione, Ci vediamo al buio, storia d’amore tra una cieca ed un vedente”.

Maura Sesia

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