
Tra i partner di Rigenerazione, rassegna-concorso per giovani compagnie piemontesi ideata dalla Città di Torino, c’è anche la Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte, che nelle ultime due edizioni ha ricoperto un ruolo di primaria importanza. Rammentiamo il passato ed indaghiamo il futuro insieme al Direttore del Circuito, Patrizia Coletta.
Quando è iniziata la collaborazione tra Circuito e RIgenerazione?
“Dalla seconda edizione di RIgenerazione, nel 2007. Il Circuito si era ricostituito da non molto, tra i progetti in cantiere c’era quello di dare spazio alle compagnie piemontesi e di trovare sbocchi per i giovani e fu Alfonso Cipolla, allora in forza al comitato di gestione artistica del Circuito, a suggerirci di non inventare qualcosa di nuovo ma di investire in un’iniziativa meritevole e già esistente, come appunto RIgenerazione”.
Come partecipaste nel 2007?
“Il concetto era far vedere i lavori anche in regione ed allora presentammo una fase del concorso, che mette in gara brevi estratti delle opere, presso due residenze multidisciplinari, Asti e Avigliana”.
Nel 2008 l’intervento del Circuito è stato più propositivo, vuole descriverci in che termini?
“Abbiamo pensato di comportarci, rispetto alle realtà di RIgenerazione, come con le compagnie cosiddette adulte, portando in Piemonte non parti ma spettacoli completi; abbiamo organizzato una rassegna apposita in varie sedi”.
Però avete anche valicato i confini regionali; per andare dove?
“A Milano; ho stabilito una liaison con la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, che promuove una rassegna affine a RIgenerazione, si chiama Previsioni. Dato che nel 2008 nessuna pièce in concorso a Torino era stata ritenuta matura per affacciarsi al mercato, a Milano, al festival-laboratorio della Paolo Grassi Arlecchino domani, abbiamo esportato le compagnie migliori dei primi anni di RIgenerazione con le loro ultime produzioni”.
E’ una piazza rilevante Milano?
“Certo, ed è probabile che la collaborazione si perpetui. Arlecchino domani è un festival molto frequentato da operatori e programmatori milanesi, ma poi, essendo realizzato in una scuola, mantiene fermo l’obiettivo della formazione continua; Arlecchino domani comprende sia spettacoli sia laboratori con i maestri della scena ed il Circuito ha dato la possibilità ai torinesi di prendervi parte gratuitamente, ad esempio la Compagnia Torcigatti ha seguito lo stage condotto da Paolo Rossi”.
Quali riflessioni le ha suggerito l’esperienza lombarda?
“Ci sono curiose discrepanze; in Lombardia i gruppi sono più giovani anagraficamente, sono al massimo venticinquenni, mentre in Piemonte l’orologio biologico avanza anche di un decennio, poi registi, attori, drammaturghi milanesi hanno sempre alla spalle alcuni anni di Accademia, mentre in Piemonte molti sono autodidatti o con percorsi didattici frammentati”.
Che vantaggi dà una scuola?
“Le tecniche si possono imparare anche sul campo, ma un curriculum solido dà una non trascurabile sicurezza psicologica”.
Il matrimonio tra Circuito e RIgenerazione continuerà?
“Sì, anche nella prossima edizione di RIgenerazione, che è diventata biennale, e che si svolgerà presumibilmente nella primavera del 2010”.
Ha novità da annunciare?
“Il Circuito proseguirà a immettere i migliori rigenerati in regione, poi forse in Italia e, chissà, sognerei anche all’estero”.
Secondo lei si vedono compagnie valide in RIgenerazione?
“Sì. Sono persuasa che i bravi emergerebbero al di là di RIgenerazione, ma ben venga che siano passati da lì perché altrimenti li avrei scoperti molto più tardi. E’ vero che le grandi istituzioni procedono con lentezza sul monitoraggio della creatività, ma è un bene che ci arrivino”.
Vuole citare qualche esempio virtuoso?
“Due gruppi, tra gli altri, Tecnologia Filosofica e Piccola Compagnia della Magnolia, che hanno dimostrato una notevole capacità organizzativa ed imprenditoriale, rivolgendosi ad altri produttori fuori Torino; hanno, oltre al rigore e la fantasia, la visione prospettica di andare oltre e non restare ingabbiati nel localismo. Sia Tecnologia sia Magnolia hanno saputo rapportarsi al Circuito anche per condividere progetti”.
Cosa pensa dei generi teatrali presenti a RIgenerazione?
“C’è molta danza o teatro danza, credo per una disaffezione dei giovani verso il teatro di parola; in questa fase di crisi dei contenuti c’è una maggiore affinità espressiva verso il linguaggio coreutico. A RIgenerazione ho visto pochi testi ma, in questo momento storico, o banalizzi il quotidiano o parli d’altro, ecco, la danza ti permette di glissare. E probabilmente questi giovani, con il corpo, si esprimono bene: pare abbia mostrato interesse per RIgenerazione il direttore di Torinodanza, Gigi Cristoforetti”.
Maura Sesia
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