Cubo: “schegge” di teatro contemporaneo

«Programmo gli spettacoli che, come spettatrice, mi piacerebbe vedere»: un’affermazione tanto semplice e spontanea da suonare come una ferma dichiarazione di intenti. Silvia Limone – co-direttrice con Girolamo Lucania di Cubo Teatro – spiega con chiarezza il criterio scelto per costruire il cartellone di Schegge, la stagione programmata nella piccola sala di via Pallavicino 35, alle spalle del sontuoso Campus Einaudi, a due passi dalla Dora. Da una parte c’è il “privilegio”, affatto individualistico, di poter invitare quelle compagnie la cui poetica più si avvicina al proprio personalissimo gusto ma, dall’altra, c’è la denuncia, collettiva e “politica”, di una mancanza, vale a dire la constatazione dell’assenza – o, quantomeno, della latitanza – nei cartelloni cittadini di un certo tipo di teatro. Di fronte all’impossibilità – o quasi, poiché anche altre realtà torinesi, malgrado le scarse risorse finanziarie, cercano di muoversi nella stessa direzione – di fare la conoscenza con quanto di più vitale anima la scena contemporanea italiana – Limone e Lucania si sono rimboccati le maniche e, mossi da passione e da coriacea testardaggine, nel corso delle stagioni 2014-15 e 2015-16 hanno condotto a Torino artisti vincitori del prestigioso Premio Scenario – Carullo-Minasi e Marta Cuscunà – ma anche compagnie affermate come il milanese ATIR ovvero impegnate sulla scena internazionale come Instabili Vaganti, e coraggiose prove d’attore, quale Confessione, lo sferzante testo di Davide Carnevali portato in scena da Michele Di Mauro. Artisti di diversa provenienza e dal diverso linguaggio, molti dei quali meriterebbero di essere ospitati in stagioni ben più “prestigiose”- vedi Marta Cuscunà, reduce da un bel successo riscosso al teatro nazionale di Lisbona – e che l’eterogeneo pubblico del CUBO – molti giovani, ma anche famiglie con bambini e coppie dai capelli grigi – ha dimostrato di saper apprezzare. Limone e Lucania, infatti, “forti” soltanto del sostegno di Live Fondazione Piemonte dal Vivo e della Circoscrizione 7, sono stati capaci di creare uno “zoccolo duro” di spettatori curiosi e appassionati, coinvolti direttamente nelle chiacchierate informali con gli artisti post-spettacolo e fiduciosi nella validità – artistica e professionale – delle proposte dei due direttori artistici, ai quali va dunque il merito di aver stabilito col proprio pubblico un costruttivo rapporto di fiducia. E il tutto esaurito che il Cubo riesce molto spesso a registrare sta a dimostrare quanto passione e trasparenza d’intenti riescano a ripagare in termini di affezione del pubblico, l’unico risultato che davvero conta.

Laura Bevione
www.cuboteatro.it

You may also like...