Barricate: profondità e leggerezza

Barricate è un lavoro formalmente semplice ed economico ma dai contenuti ponderati e pesanti. È una pièce perfetta per questi tempi, ha la profondità del teatro e la sua leggerezza, non teme argomenti urticanti che porge filtrati dalla fantasia, non per viltà, ma perché è lo strumento palcoscenico che lo richiede. Solo così Barricate fa pensare, non annoia, è scevro di retorica pur accennando addirittura al G8 di Genova, cavalca tempi, sodalizi, amicizie ed odii, scontri efferati senza spargere sangue, ma iniettando energia nello spettatore. Barricate è lo spettacolo del Progetto Incanti Produce 2011; dal 2008 il festival internazionale di teatro di figura Incanti, grazie al sostegno speciale della Regione Piemonte e del Comune di Grugliasco ed alla collaborazione dell’Istituto per i Beni Marionettistici ed il Teatro Popolare, ha realizzato in proprio allestimenti che mettessero in relazione artisti emergenti e registi affermati: nel 2011, ad incaricarsi dell’impresa è stato Giulio Molnàr, un regista alle prese con quattro giovani e brave attrici, Beatrice Baruffini, Daniela Carucci, Marta Cuscunà, Irene Vecchia.
L’intesa è stata ottima, a giudicare dal risultato, tant’è che non esiste, in locandina, un autore, ed è chiaro che l’opera deriva dalla somma di creatività, nell’armonia fattiva tra interpreti e metteur en scène. Da rimarcare la cornice e gli oggetti di queste coraggiose Barricate: fondale nero, cassette della frutta, tanti pupazzi di varie forme e dimensioni, pietre, fogli di giornale, quattro fotografie, un estintore, una bottiglia di acqua, quasi vuota. Una scenografia dal costo irrisorio basta ad evocare campi di battaglia con cavalli al galoppo, imboscate notturne, passaggi in mare, atmosfere sbarazzine o situazioni in bilico tra vita e morte; i quadri si succedono senza soluzione di continuità ma anche senza lampanti nessi, eppure, come in un mosaico, ogni tassello combacia con il precedente. Regalando al teatro italiano un’opera rara e preziosa, da diffondere con generosità.

Maura Sesia

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