L’ultimo clochard

Pare una storia fuori dal tempo, quella che racconta Giorgio Molino con la sua compagnia in L’ultimo clochard, con personaggi che riecheggiano certe figure da fumetto. Come non pensare a Maga Magò del film di Walt Disney La spada nella roccia di fronte ad un’arcigna madre nobile (è il caso di dirlo perché proprio di una signora di alto censo decaduta si tratta)? Come non intuire lontani parenti d’Arlecchino nella coppia di barboni, anzi, filosofi del vivere libero, quindi clochard, protagonisti? Però, tra i risvolti di commedia, c’è anche l’amarezza della realtà, incredibile ma vera e contemporanea. Molino è un comico dai tempi e dalla gestualità esatti; ha imbastito un testo narrando un fatto incredibile, ovvero come passare in un minuto dalla povertà più desolata alla ricchezza più esagerata. Ma il passo è breve, pare ammonire Molino, ed è meglio prendere la vita con saggezza e gestire i propri averi con parsimonia. In una famiglia di nobili e imprenditori terrieri, legati ad abitudini di sperpero, si catapulta un uomo della strada, che si scoprirà essere il legittimo erede del capitale. Un figlio spocchioso, amante dei cavalli e del gioco d’azzardo, una madre abbarbicata al pregiudizio stantio delle differenze di classe, accoglieranno malcontenti il nuovo venuto. Ma c’è anche una figlia più illuminata, che ha deciso che la nobiltà è una parola vuota, un fattore intraprendente, una cameriera sedotta, un notaio onesto. Il fortunato clochard, che si accompagna con un suo simile etilista redento, resterà poco nella nuova pelle. Il tempo per riassestare i bilanci disastrati, cercando di mettere ordine anche nei pensieri di questa apparente assemblea di pazzi. Il personaggio di Molino, nominato Parpuja, ovvero pidocchio dei polli, riuscirà, ma non del tutto, nel suo intento. Come a dire, gli affari si sistemano, le teste è difficile cambiarle. Due atti di sano divertimento, talvolta boccaccesco, ben interpretati dalla corposa compagnia, di cui si citano almeno Lidia Crosa, Peppino Gagliardi, Adriano Grasso.

Maura Sesia

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